CINEMA


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JUDE, nuovo film del giovane regista inglese Michael Winterbottom, già autore della serie televisiva FAMILY, sceneggiata dallo scrittore irlandese Roddy Doyle (l'autore di THE COMMITMENTS, di THE SNAPPER e di THE VAN - DUE SULLA STRADA), e di BUTTERFLY KISS, uscito recentemente anche nelle nostre sale, narra in modo coinvolgente una storia d'amore, passione, morte e tormento ambientata alla fine del secolo scorso, in un mondo in cui i sentimenti più autentici non potevano prescindere dal peso asfissiante dei pregiudizi sociali e dall'ottusità meschina della pubblica opinione. Jude, il protagonista, é un giovane intenzionato a realizzare i propri sogni e a vivere nella splendida, gioiosa pienezza dell'amore di Sue, la sua compagna, a cui é legato in modo profondo e con la quale condivide ogni emozione. Il film é dotato di una sorprendente efficacia narrativa: la vicenda, ispirata ad un romanzo di Thomas Hardy, si arricchisce imprevedibilmente di tinte fosche, inquietanti, e i personaggi (dai caratteri complessi) vengono coinvolti in un vortice di tensioni estreme, scandite in modo inesorabile da un destino che non lascia scampo. L'ambiente della provincia inglese della fine del secolo scorso non viene utilizzato qui in funzione decorativa (come capita un po' in tutti i prodotti seriali della cinematografia europea accademica e patinata, alla Ivory per intenderci), ma rimanda di volta in volta alle scansioni degli eventi rappresentati, ai loro rilievi lieti oppure terribili. L'impianto tradizionale della messa in scena viene messo così al servizio dello sviluppo coinvolgente di un intreccio forte, depurato d'ogni tentazione consolatoria e in grado di trasmettere e far condividere agli spettatori intense, autentiche emozioni. Spicca, fra le altre, la straordinaria interpretazione della splendida Kate Winslet, che avevamo già avuto modo di apprezzare in CREATURE DEL CIELO di Peter Jackson e in RAGIONE E SENTIMENTO di Ang Lee. COMPAGNA DI VIAGGIO di Peter Del Monte narra la storia di una ragazza spigliata, testarda e indipendente (Asia Argento) che accetta l'incarico di seguire un vecchio professore universitario in pensione con gravi problemi di memoria (Michel Piccoli) nei suoi continui spostamenti attraverso l'Italia. E' ammirevole la scelta dell'autore di rappresentare culture, modi di vivere, situazioni e stati d'animo presenti nell'Italia di oggi (e soprattutto nel mondo giovanile) senza indulgere in facili, scontati stereotipi, rifiutando sia la retorica sentenziosa che gli insulsi e banali strumenti della commedia nostrana. Colpisce poi la capacità di Del Monte d'inventare caratteri credibili per i suoi protagonisti (e anche per qualcuno dei personaggi minori) e quindi di seguirli con attenzione e autentico affetto nel loro viaggio, ricco di scarti di marcia, digressioni, dubbi, pause sospese, puntando soprattutto sui loro sguardi, sui silenzi, sugli interrogativi: su tutto ciò che può essere narrato compiutamente - e con efficace coinvolgimento emotivo dello spettatore - solo attraverso le immagini. Il nuovo film dell'inventivo regista inglese Peter Greenaway, I RACCONTI DEL CUSCINO, ambientato fra il Giappone ed Hong Kong e basato sul rapporto fra scrittura, lettura, amore, sesso, odio e morte, punta tutto invece sulle suggestioni di uno stile vertiginoso (imprevedibili combinazioni d'immagini dal forte impatto espressivo), su un apparato ricchissimo di riferimenti concettuali pregnanti e sulle enigmatiche relazioni fra diversi testi, significati, riflessioni. L'assunto di partenza enunciato dall'autore ("Noi siamo ciò che leggiamo") viene elaborato mediante una torbida, intricata vicenda che mette al centro il piacere dei sensi: una splendida ragazza orientale induce i suoi amanti a sperimentare sulla sua pelle l'antica arte della calligrafia e quindi usa altri corpi come libri per inviare messaggi. Arthur Penn, assente da molti anni dallescene cinematografiche, ha ambientato e girato il suo nuovo film, INSIDE, in Sud Africa con una troupe, una produzione e un cast in buona parte locale, fatta eccezione per i tre protagonisti: Eric Stoltz, Nigel Hawthorne e Louis Gossett jr. La vicenda narrata é tratta da un libro del '91 di Bima Stagg, scrittore americano che ha vissuto dieci anni in Sud Africa e ha seguito direttamente la trasformazione del paese: nel 1988 un giovane e promettente intellettuale afrikaner di buona famiglia, sospettato di essere un fiancheggiatore dell'ANC, viene imprigionato grazie alle leggi speciali e torturato a lungo - con sevizie fisiche e psicologiche - da un anziano e brutale ufficiale. Otto anni dopo la situazione é cambiata: un militante nero ex vicino di cella del giovane, riceve l'incarico di indagare su quanto é successo, convoca l'ex-poliziotto e lo mette alle strette affinché la realtà venga rivelata in tutti i suoi aspetti. A parte le riprese di repertorio iniziali e qualche raro flash-back, tutta l'azione del film si svolge in due ambienti distinti del carcere (la cella e la stanza degli interrogatori), con un effetto claustrofobico, ossessivo. La radicale coerenza della scelta espressiva effettuata da Penn viene sottolineata dal doppio punto di vista utilizzato per la narrazione : quello del giovane bianco e del vecchio nero (ribadito negli sguardi che dallo spioncino delle rispettive celle i due riescono a lanciare nel corridoio, unico tramite col resto del mondo). I due tempi distinti del racconto s'alternano in modo incalzante fino al drammatico scioglimento finale, capace di fare giustizia di ogni possibile alibi giustificatorio invocato dagli aguzzini di ieri e di oggi. L'ultimo film di Eric Rohmer, UN RAGAZZO E TRE RAGAZZE (nuovo, efficacissimo capitolo della serie "Racconti delle quattro stagioni"), narra, con soprendente intensità e naturalezza, una vicenda sentimentale esile e al contempo intrigante come può esserlo un amore adolescenziale. La macchina da presa si muove incessantemente nei luoghi scelti per la messa in scena (le spiagge, le scogliere e i paesi della Bretagna) rappresentando in modo sincero e immediato tutto ciò che si agita nel cuore dei personaggi: le alterne relazioni fra loro, l'intreccio dei rispettivi desideri, delle strategie seduttive, delle fughe. La recitazione dei giovani interpreti é davvero straordinaria per spontaneità e acutezza. Lo sguardo di Rohmer é come sempre dotato di un'arguzia e di una grazia inconfondibili.

                                                         Pierpaolo Loffreda

COME L'ACQUA PER IL CIOCCOLATO

Film "COME L'ACQUA PER IL CIOCCOLATO" di Alfonso Arau. Quando la scrittrice Laura Esquivel decise, nel 1989, di dare alle stampe il suo primo racconto, non immaginava certo di regalare al pubblico una storia così significativa. Il racconto, "Dolce come il cioccolato", é diventato ben presto un best seller in Messico, dove é ora alla nona ristampa, e si é fatto valere anche oltre oceano, tradotto in undici lingue e pubblicato in venti paesi. Interpretata da Marco Leonardi e Lumi Cavazos, la versione cinematografica di "Come l'acqua per il cioccolato", é diretta dal regista messicano Alfonso Arau e tratta da una sceneggiatura dalla stessa Esquivel. Le riprese del film si sono svolte nella parte settentrionale del deserto messicano, vicino al fiume Rio Grande, quello che segna il confine con gli Stati Uniti. La storia: Messico 1910.Il popolo combatte la sua rivoluzione contro il dittatore José Porgirio Diaz.Ma nella piccola città di Piedras Negras, sulla sponda messicana del Rio Grande, di fronte al Texas, nasce una storia d'amore: quella tra Pedro Muzquiz e Tita de la Garza.Non sanno che il loro é un sentimento proibito: quando Pedro chiede la mano della figlia all'austera Elena, madre di Tita, questa rifiuta la proposta con decisione. La tradizione messicana infatti impone che la figlia più piccola non prenda marito perchè é suo il compito di assistere la madre in vecchiaia. Tita quindi non potrà mai sposare Pedro. Ma Mama Elena rammenta a Pedro che Rosaura, prima figlia femmina, é ancora nubile: sebbene Pedro non ami Rosaura acconsente a sposarla per frequentare la famiglia e rimanere così vicino a Tita. Costretta a tenere segreto il suo sincero sentimento per Pedro, Tita trova lo stesso il modo di dimostrarlo: usare il suo talento in cucina per preparare dei piatti elaborati e decisamente insoliti attraverso i quali riesce per magia a comunicare la sua passione. E mentre la relazione tra Pedro e Tita si svolge tra un pasto e l'altro, assistiamo alla lotta tra la volontà ferrea di Mama Elena e un amore senza confini. Quello che ne risulta non é solo un conflitto generazionale, ma la storia di una donna che pur di vivere vicino all'uomo che ama rischia la rovina, il tradimento e l'eredità.
6/8 - LA BARCACCIA ESTATE - INF. 0733/812936 - CIVITANOVA MARCHE - MC

ANNA MEACCI NON FERMA A CHIASSO

di PAOLO MIGONE e ANNA MEACCI. regia PAOLO MIGONE. Prendiamo una donna, una casalinga? Sì, e guardiamole dentro la testa. L'esperienza risulterà indimenticabile e scioccante: un flusso lavico di pensieri che rimbalzano impazziti dentro il suo cervello, un cervello come una stanza, senza porte o finestre. Pensieri, pensieri sempre i soliti, legati a questioni insignificanti, banali o importanti o stupide non importa, non si ha la lucidità tale che possa permettere di valutare le differenze. Il cervello della donna é un rubinetto aperto al massimo e il pensiero é un turbinare ed un girare a vuoto come un disco rotto. Risultato trombe marine di ansia e non c'é yoga viaggi o affetti (vedi amici finti) un marito zitto come un pesce una figlia che entra e che esce possono cambiare qualche cosa occorre una soluzione drastica quelle indolori sono inutili. L'obiettivo é uno! Ritrovare il tempo per spegnere la testa e riattivare il cuore e tornare a respirare, gustandoselo come una caramella balsamica, un concreto quanto semplicissimo presente. Anna Meacci, nota al grande pubblico dopo la partecipazione televisiva a TUNNEL di AVANZI con le sue domande indignate, da molti anni lavora in teatro, ed é tra le più intelligenti esponenti della comicità "al femminile".
13/7 - INF. 0733/229110 - PIAZZA GARIBALDI - MONTECOSARO - MC
17/7 - INF. 0733/256259-236788 - TERRAZZA PARK Sì - GIARDINI DIAZ - MACERATA
Last Updated: Thursday 13 June 1996