I campi astronomici

IL CAMPO ASTRONOMICO DI FONTE VETICA

Il Gruppo Astrofili Piceni da nove anni organizza, in collaborazione con altre associazioni del centro Italia, degli stage estivi sugli Appennini nella piana di Campo Imperatore, in località Fonte Vetica (1550 m s.l.m.). Sul posto, uno dei più bui del centro Italia, sorge un piccolo chalet con camere per dormire e dove è possibile anche mangiare. Passare una settimana a contatto con il cielo stellato, come ormai non si può più osservare dalle basse quote, spinge ogni anno una nutrita compagine di astrofili locali e non a frequentare questo rifugio.Una veduta dello chalet di Fonte VeticaIl primo stage ebbe luogo nell'ormai lontano 1987 e vista l'ottima riuscita è stato ogni anno ripetuto. Per informazioni contattateci. Dall'esperienza di nove anni possiamo estrapolare le seguenti valutazioni indicative del cielo che speriamo possano servire agli astrofili per valutare la qualità del sito.
Nel centro Italia durante i mesi estivi il tempo è generalmente bello, ma purtroppo alle basse quote ristagna uno strato di umidità che offusca la tenue luce delle stelle. Nella piana di Campo Imperatore, facilmente accessibile in auto, ci portiamo ad una quota che in linea di massima ci permette di superare questo strato di umidità, che però in certe sere è particolarmente fastidioso perché diffonde le luci delle città più vicine: Pescara e L'Aquila. A sud non vi sono città rilevanti e quindi il cielo è abbastanza scuro fino all'orizzonte. Nei pressi dello chalet vi sono altri siti forse più adatti all'osservazione: purtroppo però bisogna fare alcuni chilometri (in particolare la cosiddetta Miniera di Scisti che ha un cielo più scuro ed è a circa 1700 m s.l.m. raggiungibile attraverso alcuni chilometri di strada brecciata). Di notte, a volte anche in estate, la temperatura scende sotto lo zero ed il freddo si fa sentire. Durante certi giorni si può assistere alla tipica evoluzione diurna delle nuvole.
Degno di nota è il paesaggio dell'altopiano di Campo Imperatore, in estate bruciato dal Sole, che ricorda i deserti rocciosi dell'Arizona.
Merita menzione anche l'ottima cucina abruzzese della zona: in particolare gli arrosticini di castrato. Ricordiamo che da quelle parti non si è distanti dall'Osservatorio di Campo Imperatore e dal Laboratorio del Gran Sasso. Il Gran Sasso (attualmente Parco Nazionale) è una montagna particolarmente bella, l'unica dell'Appennino che presenti guglie di calcare.
Una visita da queste parti presenta molte attrattive per gli amanti del cielo e perché no delle montagne.
Maurizio Morricone


CAMPO ASTRONOMICO ESTIVO 1996

Anche la scorsa estate si è svolto il tradizionale Campo Astronomico a Fonte Vetica (AQ). Dopo un prologo in Luglio, rovinato dal maltempo, ci si è ritrovati più numerosi e ben equipaggiati nei giorni di novilunio precedenti Ferragosto. Veramente molti gli strumenti presenti: si contavano diversi Celestron 8 nelle varie configurazioni (Ultima, Super Polaris, Arancione, ecc.), un Meade da 20 cm, uno da 25 f/6.3, due Celestron 11, una Baker-Schmidt da 20 cm e la Flat Field Camera di Eraldo Guidolin. Lo scopo principale era ovviamente la fotografia e, quando il tempo lo ha permesso, si è rimasti fino all'alba. Impressionante il sorgere di Venere dalla cima di una montagna! Un faro luminosissimo da proiettare qualche ombra; veramente uno spettacolo celeste notevole. Ma tutto il cielo era bello: la Via Lattea poteva addirittura essere scambiata per qualche nuvola tanto era luminosa e ben visibile e con il Sud ben scoperto si poteva scendere fin sotto la coda dello Scorpione. Inevitabile quindi qualche foto di M16, M17, M8, M20, classici oggetti estivi; ma anche la Hale-Bopp è stata un oggetto da non perdere. Interessante a questo proposito il C11 di Marco di Biase, che, oltre alla meccanica completamente autocostruita, è gestito da un PC portatile con software di guida anche per le comete sviluppato da Paolo Berardi. Anche la Flat Field Camera di E. Guidolin (montata su una poderosa Losmandy) era equipaggiata da una camera CCD ST4 per l’autoinseguimento: una vera comodità! Qualche problema si è avuto per la forte umidità (fino al 95%), ma anche per delle improvvise e fastidiose folate di vento soprattutto in prima serata che hanno ostacolato seriamente il lavoro per le montature più leggere. Anche qualche curioso con relativa torcia non è mancato, ma mai potevamo pensare che alle 3 e mezzo del mattino qualcuno venisse a montare una tenda proprio vicino a noi non solo con autovetture a fari ben accesi, ma addirittura con gruppo elettrogeno al seguito! Tutto il lato Nord/Nord-Est era ben illuminato; così pure qualche telescopio mandando inevitabilmente in malora qualche foto! Un vero peccato anche perché da quel lato sorgevano alcune costellazioni invernali con degli oggetti interessanti per la fotografia. Anche la bassa temperatura (circa 7°C) ha causato qualche problema soprattutto di messa a fuoco per la Baker Schmidt di Andrea Gagliardi che operava con la TP 6415 Hypered. Qualche piccolo problema di messa a fuoco anche per i numerosi MTO 500/5.6. Un paio di serate di maltempo hanno purtroppo bloccato il lavoro fotografico; in compenso ci hanno permesso di scambiare opinioni, esperienze e studiare e commentare le proprie fotografie. Ancora dunque un bel campo per gli amanti del cielo e della fotografia che da più di dieci anni si ritrovano per questo appuntamento estivo nonostante gli inevitabili impegni personali ed i problemi per le ferie. Nell'entusiamo generale ben condito dalla stanchezza mattutina, in base all'assodato principio de "l'ultimo chiuda la porta", siamo anche riusciti a chiudere fuori Eraldo ed il suo amico Andrea, che a quell'ora ha dovuto cimentarsi in una atletica scalata del rifugio per raggiungere infine l'agognato giaciglio. Cose che capitano! Ricordiamo, oltre ai citati, anche Alberto Poli, Massimo Caimmi, Brunello Corchia, Maurizio Morricone ("supporter").
Brunello Corchia